Catania

Situata nelle zone più fertili dell’isola tra il mare Ionio e le pendici meridionali dell’Etna, dal cui cratere centrale dista solo 28 chilometri, Catania è la seconda città più grande della Sicilia e punto d’arrivo di molti turisti grazie alla presenza dell’aeroporto situato alle porte della città. Città animata e vibrante, con un’architettura grandiosa frutto della ricostruzione successiva al terremoto che nel 1963 devastò l’intera regione. L’architetto settecentesco Giovanni Battista Vaccarini donò alla città un aspetto nobile e sontuoso, accanto alle rovine romane incrostate di lava sopravvivono alcuni degli esempi più belli del barocco siciliano, mentre le strade e le piazze affollate e i pub pieni di gente fanno di Catania la città più vivace della Sicilia.

La principale via commerciale della città è la sua spina dorsale,Via Etnea, luogo nel quale si susseguono grandi magazzini e punti vendita di grandi catene, articoli firmati, boutique e marche. Subito prima di Villa Bellini, Via Pacini è specializzata in abbigliamento, calzature, biancheria intima e accessori a basso prezzo e si fonde all’estremità opposta con l’imperdibile mercato Fera o Luni (Piazza Carlo Alberto) , le bancarelle di frutta , verdura e pesce di questo mercato occupano la piazza antistante la chiesa, mentre le vie circostanti offrono gadget e prodotti a basso costo.
In Via Vittorio Emanuele II ci sono alcuni negozi etnici che vendono oggetti intagliati, perline e tessuti. Dall’altra parte di Piazza Duomo, nelle arcate di Piazza Uzeda ci sono due o tre negozi di souvenir siciliani ben forniti di burattini, cartoline, ceramiche carretti dipinti e vino di mandorle. Infine, nel vecchio Palazzo Biscardi, alle spalle del Duomo, si può trovare Nonna Vincenza, famoso negozio tradizionale che vende dolci artigianali confezionati.

Cosa vedere a Catania

Piazza del Duomo

Piazza centrale di Catania , è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Circondata da splendidi palazzi, è un sontuoso esempio dello stile barocco in chiave catanese , caratterizzato dal contrasto fra la pietra lavica e quella calcarea. Al centro della piazza si trova il monumento più memorabile della città “La Fontana dell’Elefante”.
Questa curiosa statua è composta da un elefante lavico di epoca romana, simbolo della città, sormontato da un improbabile obelisco egiziano. L’elefante è chiamato ‘Liotru’ dai catanesi, perché identificato con il negromante Eliodoro(VII secolo d.C.), che pare si guadagnasse da vivere trasformando le persone in animali, e quindi ritenuto in possesso di poteri magici che placano l’incessante attività dell’Etna.
Di fronte alla fontana sorge la Cattedrale di Sant’Agata (Piazza del Duomo, Ingresso libero; 8-12 e 16-19; tel. 095 32 00 44) con una straordinaria facciata marmorea a due ordini di colonne, provenienti dall’anfiteatro romano. L’interno custodisce le reliquie della santa padrone della città.
Oggi lo spettacolo più pittoresco della città va in scena a “La Pescheria”(Piazza del Duomo, 5-11), l’animato mercato del pesche, nei pressi del mercato alimentare(Piazza del Duomo, tutto il giorno) le grida dei pescivendoli e i tavoli di legno colmi di pesce fresco offrono uno spettacolo indimenticabile. “La Fontana dell’Amenano”, sita all’ingresso del mercato alimentare un omaggio di Tito Angelini al fiume che un tempo scorreva in superficie, sulle cui rive i greci fondarono la città di Katane.

A est di Piazza del Duomo

Alcuni isolati a nord – est si incontra l’incantevole Piazza Bellini dominata dal Teatro Massimo Bellini (via Perrotta 12).

Intitolato a Bellini, il catanese più famoso al mondo, padre della musica contemporanea, è uno tra i più grandi teatri d’Europa. Più a est in Viale Africa si trovano le raffinerie di zolfo, “Le Ciminiere”. I recupero delle raffinerie ha portato alla nascita di un centro culturale, ospita una mostra permanente di cimeli, arte e fotografie della seconda guerra mondiale.

Castello Ursino

Se da Piazza del Duomo vi dirigete a sud, attraverso la maestosa Porta Uzeda, e scendete fino a Piazza Federico di Svevia, incontrerete le possenti fortificazioni del castello Ursino costruito nel XIII secolo da Federico II. La fortezza un tempo sorgeva su un promontorio proteso verso il mare, ma venne circondata dalla lava del 1669 che riempì i fossati allontanandola dal mare. Il castello è sede del “Museo Civico”(Piazza Federico di Svevia, ingresso libero, 9-13 e 15-19 dal lunedì al sabato, tel. 095 345830), che ospita la preziosa collezione archeologica dei principi Biscari, la famiglia più potente di Catania, le collezioni provenienti dal monastero di San Nicolò e manufatti di epoca romana.

A ovest di Piazza del Duomo

La via più interessante della città è forse Via Crociferì. Alla sua estremità meridionale, in Piazza san Francesco, è il “Museo Belliniano” (Ingresso libero, 9-13:30 da lunedì a sabato, 9-12:30 domenica e festivi in inverso, 9-12:30 in estate, tel. 095715 0535), un piccolo museo allestito nella casa della famiglia Bellini, con una collezione di cimeli e ricordi della vita del compositore.
Di fronte al museo sorge la settecentesca “Chiesa di San Francesco” e poco più avanti si trova “L’Arco di San Benedetto” , costruito dai benedettini nel 1704.

Curiosità

Secondo una leggenda, l’arco fu costruito in una sola notte per aggirare un’ordinanza comunale che ne vietava la realizzazione per motivi sismici.

Superato l’arco sulla sinistra si trova l’imponente “Chiesa di San Benedetto”, costruita tra il 1704 e il 1713, all’interno si possono ammirare stucchi di straordinaria eleganza e marmi preziosi.
Oltre la chiesa, nei pressi di Via Crociferì, si trovano le rovine del “Teatro Romano”, in pessimo stato di conservazione, e dell’Odeon(Via Vittorio Emanuele II 266, teatro e odeon €2, 9-13:30 e 15-19) teatro più piccolo che serviva per le rpove.
Tornando in Via Crociferì a metà della via sulla destra sorge la “Chiesa di San Giuliano”, progettata da Vaccarini. La facciata convessa crea un interessante effetto ottico.

Chiesa di San Nicolò

Di fronte alla chiesa di San Giuliano inizia la piccola via Gesuiti, che si dirige a ovest fino a raggiungere Piazza Dante e la chiesa più grande di tutta la Sicilia, la Chiesa di San Nicolò. Fu iniziata nel 1687, ma la costruzione fu bloccata dal terremoto del 1693 e successivamente da problemi tecnici legati alle sue dimensioni – 105 m di lunghezza, 48 m di larghezza, con una cupola alta 62 m. La chiesa è rimasta incompiuta, la facciata esuberante con le possenti colonne rimaste incomplete è in stridente contrasto con le esuberanti decorazioni che adornano gli altri edifici barocchi della città. Il vasto interno è ugualmente disadorno, le lunghe pareti interrotte da una serie di altari quasi completamente spogli. Il presbiterio presenta uno splendido organo , opera di Donato del Piano.
Alle spalle della chiesa si trova il monastero benedettino di San Nicolò l’Arena, che fa parte dello stesso complesso e fu costruito nel 1703 per i benedettini, oggi sede della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania. E’ il secondo monastero per grandezza d’Europa e vanta alcuni incantevoli chiostri interni e una delle più prestigiose biblioteche dell’isola, con scaffali originali e un pavimento in maiolica del XVIII secolo.

Via Etnea

E’ la principale arteria urbana che taglia la città da nord a sud, inizia da Piazza del Duomo, attraversa la città e raggiunge le colline pedemontane dell’Etna. Percorrendo la via Etnea, una strada vivace con numerosi negozi e caffè, si giunge in Piazza Università, che accoglie il “Palazzo dell’Università” sul lato ovest e il “Palazzo Sangiuliano” progettato da Vaccarini, sul lato ovest. Proseguendo per 330 m in direzione nord si incontra la grande e moderna Piazza Stesicoro, il cui lato occidentale è dominato dai resti dell’anfiteatro romano. Nel suo periodo di massimo splendore(Intorno al II secolo) poteva accogliere 16.000 spettatori ed era secondo per grandezza solo al Colosseo di Roma.
Con una breve passeggiata in Piazza Stesicoro si raggiunge la “Chiesa Sant’Agata al Carcere”(Ingresso libero, 8-12 e 16-19 da martedì al sabato) dove si trova l’ambiente indicato dagli storici come la cella in cui fu rinchiusa la santa. Proseguendo verso nord lungo Via Etnea e girate a sinistra dietro la posta, dove si trova Villa Bellini” giardino pubblico ricco di alberi, numerose panchine e un orologio floreale.

Feste e manifestazioni

Festa di Sant’Agata: Un milione di catanesi e turisti seguono il fercolo (la portantina sulla quale vengono adagiati il busto e lo scrigno tempestato di pietre preziose contenente le spoglie della santa) che viene portato in processione lungo la via principale della città. Durante i festeggiamenti è previsto anche un magnifico spettacolo pirotecnico. Si svolge nel mese di Febbraio.

Catania musica estate: Festival di musica classica che si svolge nel mese di luglio.

Settimana Barocca: Una settimana di musica barocca, rievocazioni storiche e altri spettacoli nel mese di luglio.

Divertimenti

Musica dal vivo e locali notturni

Cosa insolita per la Sicilia, le strade di Catania sono affollate fino a tarda ora, soprattutto d’estate, quando sembra che metà della popolazione esca per una passeggiata o per cenare o bere qualcosa. Grazie soprattutto alla presenza di molti studenti universitari, i ristoranti hanno generalmente un buon rapporto qualità prezzo e la città può vantare la miglior scelta di bar e pub di tutta l’isola, alcuni dei quali con musica dal vivo. Inoltre, nei mesi estivi il Comune dà via ai caffè concerto, e le strade e le piazze del centro storico sono chiuse al traffico. Tutti i bar della zona occupano piazze e vicoli con i loro tavoli, e i gruppi musicali continuano a suonare fino alle ore piccole.

Teatro

Teatro Massimo Bellini: Capolavoro art nouveau di Ernesto Basile, restituito all’antico splendore da un sapiente restauro, questo teatro mette in scena spettacoli operistici, danza classica e concerti. Il suo programma va da ottobre a maggio, i biglietti si possono prenotare online.

Come raggiungere Catania


Aereo

L’aeroporto di Catania, Fontanarossa (www.aeroporto.catania.it) , si trova a 5km a sud-ovest del centro cittadino ed è servito da voli nazionali ed europei. Per raggiungere l’aeroporto è possibile prendere un bus dalla stazione ferroviaria,inoltre tutte le grandi agenzie di autonoleggio sono presenti all’aeroporto.

Autobus

www.aziendasicilianatrasporti.it (serve anche molti centri minori)
www.etnatrasporti.it
www.saistrasporti.it

Auto e moto

Catania si può raggiungere facilmente da Messina percorrendo l’autostrada A18-E45 e da Palermo percorrendo la A19. Dall’autostrada seguite le indicazioni per il centro di Catania che vi condurranno in via Etnea. Il traffico in città è molto intenso.

Imbarcazioni

Il terminal dei traghetti si trova a sud della stazione ferroviaria, lungo via VI Aprile.

Treno

Treni frequenti collegano Catania con Messina e Siracusa, meno frequenti per Palermo e Agrigento. La linea ferroviaria privata Circumetnea fa il giro intorno all’Etna fermando nelle cittadine e nei paesi sulle pendici del vulcano.

Storia di Catania

Il rapporto è strettissimo tra la città e il vulcano indipendentemente dal luogo e dal modo di accesso alla località. Dall’Etna deriva la straordinaria fertilità delle campagne e le lave con cui sono stati costruiti i principali monumenti:neri di lava sono l’Anfiteatro romano, la Cattedrale medievale, i palazzi barocchi. Fino a qualche decennio fa era chiaramente visibile il contrasto creato dal vulcano nel territorio circostante Catania: a nord agrumeti e giardini cresciuti sulle lave più antiche, a nord il deserto formato da 989 milioni di metri cubi della celebre eruzione del 1669. Chi prosegue verso la città dal castello che conclude l’autostrada Messina – Catania ha la possibilità di vedere chiaramente le tre fasi di espansione del nucleo abitativo: il centro storico, costruzione settecentesca segnato nel profilo da cupole e campanili, l’espansione del XIX sec. e dei primi vent’anni del XX che collega la città ai borghi, l'impianto più recente che fonde Catania ai suoi antiche casali e ai comuni etnei.

Katane

Venne fondata dai coloni calcinesi durante la più antica fase della colonizzazione greca della Sicilia, secondo la testimonianza di Tucidide poco dopo il 729 . Il primo insediamento sorse su una piccola altura che divenne l’acropoli della città , luogo in cui oggi troviamo la chiesa di S.Nicolò e il convento dei Benedettini . Le tracce della greca Katane sono svanite ed anche le notizie delle fonti storiche sono molto scarse.

Le conquiste

Nel 476 le città viene conquistata da Ierone di Siracusa perdendo così la sua autonomia, gli abitanti vengono deportati e sostituiti con Siracusani e Peloponnesiaci e il nome stesso viene mutato in quello di Aitna ; solo nel 461 ritorneranno gli antichi abitanti e con essi il nome di Katane. La città sarà conquistata dai Romani nel 263 a.C. all’inizio della seconda guerra punica e soggetta al pagamento di una imposta; malgrado venisse distrutta nel 123 da un’eruzione ricordata da Orosio, essa mantenne nella tarda età repubblicana e in quella imperiale una notevole ricchezza testimoniata dal notevole numero di edifici di età romana tutt’ora visibili.

Diffusione del cristianesimo

Durante il periodo delle invasioni barbariche si ebbe una fase di decadenza, è celebre la lettera scritta da Cassiodoro per conto di Teodorico in cui egli autorizza i Catanesi a prelevare materiale da costruzione dell’anfiteatro per riparare le mura. Riconquistata dai Bizantini nel 535 passò sotto il dominio dell’Islam durante il secolo IX, me è con i Mussulmani che comincia a prendere forma il paesaggio agrario che caratterizza il territorio catanese grazie all’importazione di nuove colture , altre tecniche di irrigazione e alla creazione di una fittissima rete di piccole strade . Dopo la conquista normanna del 1071 ha inizio la costruzione della Cattedrale e con questa si fissa quello che è tutt’oggi il centro cittadino, la scelta del sito fu imposto dalla necessità di controllare il porto e di collegarsi al sistema delle mura

La dominazione normanna

La conquista normanna determinò a Catania una crisi economica generata dall’interruzione dei traffici commerciali con i centri dell’Africa settentrionale e dal disfacimento delle campagne: si ritorna al latifondo e il territorio veniva organizzato da nuovi nuclei rurali gravitanti ciascuno intorno ad un monastero, nuovo proprietario dei terreni. L’anomala concentrazione di poteri venne rinforzata da papa Urbano II che stabilì che le funzioni di abate e vescovo fossero riunite nella stessa persone. Da qui derivò l’enorme ruolo svolto dai Benedettini nella storia catanese. La crisi economia e lo spopolamento furono aggravati dal terribile terremoto del 1169.