Siracusa

Grazie alla sua pianta compatta e piuttosto regolare, Siracusa non presenta per il visitatore particolari difficoltà dal punto di vista dell’orientamento.

I principali luoghi di interesse turistico si concentrano in due zone: l’isola di Ortigia e il Parco archeologico della Neapolis, situato dal lato opposto della città a circa 2 km di distanza. La stazione ferroviaria di trova ad ovest di Corso Gelone, la più trafficata arteria commerciale della città. Raggiungere Ortigia a piedi richiede tra i 15 e i 20 minuti.

Le vicende storiche di Siracusa sono di importanza fondamentale non soltanto per la storia dell’isola ma anche per quella di tutto il bacino del mediterraneo, e nell’antichità la sua influenza e il suo potere furono superiori a quelli di qualsiasi altra città siciliana.

Siracusa raggiunse l’apogeo in epoca classica, periodo al quale risalgono i suoi monumenti più belli, e impose la sua supremazia su tutte le altre città dell’isola per più di 500 anni, diventando nel periodo di massima fioritura, quando la popolazione era tre volte quella attuale, la maggior potenza d’Europa.

La posizione centrale del suo porto lungo le principali rotte mercantili assicurò che la città continuasse ad esercitare la sua influenza e a conservare il suo prestigio anche dopo il suo apogeo.

Tutto questo si riflette in una strabiliante varietà di monumenti, che abbracciano l’età ellenistica, proto cristiana, medievale, rinascimentale, e barocca. Siracusa è una delle città siciliane più gradevoli e interessanti, con un suggestivo e affascinante centro storico e zone archeologiche e di svago che possono facilmente occupare 3 o 4 giorni, se non una settimana.

Inserita nel 2005 dall’Unesco nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità, Siracusa conserva ancora oggi lo stesso assetto di due millenni e mezzo fa, essendo divisa fra il centro antico, l’isola di Ortigia, e i quattro quartieri sulla terra ferma: Acradina, Tyche, Neapolis ed Epipoli.

Ortigia, un insieme prevalentemente medievale e barocco di case signorili e palazzi, è tuttora il cuore e l’anima di Siracusa e contiene gran parte dei migliori alberghi, caffè e ristoranti della città. All’estremità opposta del Ponte Nuovo, il ponte principale che collega l’isola con la terraferma, si stende la città moderna, il sui centro è il quartiere di Acradina, che oggi, come in età greca, costituisce il fulcro delle attività commerciali ed è attraversato da una grande arteria, Corso Gelone.

A nord, di Acradina, l’antico quartiere residenziale di Tyche ospita il famoso Museo archeologico e le straordinarie catacombe di Santa Lucia e San Giovanni. Neapolis è il sito del Parco Archeologico che racchiude le rovine dei teatri greci della città e alcune vaste cave di pietra. Siracusa offre piacevoli escursioni di mezza giornata fuori dal centro. Allungata sul lato occidentale della città, Epipoli ospita anche le mura difensive e i notevoli resti del Castello Eurilao. Altre escursioni fuori città possono avere come meta le spiagge locali, specialmente quella delle Fontane Bianche, oppure una crociera sul fiume Ciane.

Cosa vedere a Siracusa, Ortigia

L’isola di Ortigia, il cuore fisico e spirituale della città, è un museo a cielo aperto in cui le testimonianze architettoniche di epoca greca si combinano in armoniosa simmetria con quelle normanne, aragonesi e barocche.

All’isola si accede tramite il Ponte Nuovo e il porto interno con le barche che dondolano pigramente sull’acqua e lungo cui si allinea una fila di palazzi veneziani color ruggine. Negli ultimi anni Ortigia è stata oggetto di importanti opere di restauro che l’hanno riportata all’originale splendore; inoltre è stata liberata dal traffico automobilistico.

Piazza del duomo

Nonostante le linee prevalentemente barocche, le origini greche di Siracusa saltano agli occhi ovunque, anche se nascoste tra costruzioni di epoca più recente. Né è un esempio evidente Piazza del Duomo, l’antica acropoli della città greca, oggi circondata da palazzi barocchi costruiti dopo il terremoto del 1693. Entrando nella piazza l’attenzione dei visitatori è immediatamente attratta dalla superba facciata del duomo, un trionfo di barocco siciliano realizzato da Andrea Palma.

All’esterno come all’interno sono visibili i resti di un tempio dorico dedicato ad Atena e risalente al V secolo a.C. le cui colonne consumate dal tempo reggono tuttora il tetto dell’edificio, Ancora più straordinaria è la presenza dell’area costruita dai siculi tre secoli prima, una delle rarissime tracce dei primi abitanti dell’isola arrivate fino a noi.

Nell’antichità il tempio di Atena era noto in tutto il mediterraneo grazie soprattutto agli scritti di Cicerone che visitò Ortigia nel I secolo a.C. Per merito suo sappiamo infatti che le porte erano ornate di intarsi in oro e avorio, mentre l’interno era decorato con magnifici dipinti raffiguranti Agatocle, che combatte contro i cartaginesi.

A nord del Duomo di trova il Palazzo Municipale o Senatoriale, costruito nel 1629. Recenti scavi sotto l’edificio hanno riportato alla luce i resti di un tempio ionico la cui costruzione sembra non essere stata mai completata e conosciuto come il “letto di Artemide”, la dea a cui Ortigia era consacrata.

Fontana Aretusa

Subito a sud di piazza del Duomo si trova la Fontana Aretusa, una sorgente d’acqua dolce che sgorga in questo punto sin dall’antichità quando era la principale riserva idrica della città. Secondo la mitologia la dea Artemide trasformò la bella ninfa Aretusa, sua ancella, in acqua di fonte, per proteggerla dagli indesiderati approcci galanti del dio fluviale Alfeo. Sotto queste sembianze Aretusa fuggì dall’Arcadia e attraversò il mare inseguita da Alfeo, a sua volta mutatosi in fiume.

Ma nel momento in cui Aretusa riemerse in superficie sull’isola di Ortigia le sue acque si mescolarono per sempre a quelle dell’inseguitore Alfeo. Oggi popolata da anatre, cefali e piante di papiro, questa fonte è diventata la meta obbligata di passeggiate durante le calde serate estive.

Museo regionale d’Arte Medievale e Moderna

Ospitato nel più bel palazzo gotico-catalano di Ortigia, il duecentesco Palazzo Bellomo, il Museo Regionale d’Arte Medievale e Moderna espone una notevole collezione di sculture e dipinti che va dal Medioevo al XX secolo. Tra le opere più significative si segnalano le icono bizantine, e dipinti spagnoli e una quantità di quadri a soggetto religioso abbastanza impressionanti tra i quali spicca “La strage degli innocenti” per il suo crudo realismo.

Piazza Archimede

Una passeggiata nell’intricato dedalo di viuzze di Ortigia è un’esperienza unica e affascinante. Proprio nel centro dell’isola si trova la bellissima Piazza Archimede con la fontana ottocentesca di Giulio Moschetti raffigurante Artemide, dea della caccia, circondata da uno stuolo di ancelle e sirene.

Questa piazza, considerata “il salotto” di Siracusa è incorniciata dagli edifici in stile gotico-catalano, tra cui si notano il Palazzo Lanza e il Palazzo Platamone.

Piccolo Teatro dei Pupi

Nel quartiere ebraico si trova il Piccolo Palazzo dei Pupi di Siracusa gestito dai simpatici fratelli Mauceri.

Altre cose da vedere...

All’ingresso di Ortigia si trovano i resti del Tempio di Apollo, uno dei più antichi edifici costruiti dai primi coloni greci sull’isola. Sulla punta meridionale dell’isola si staglia la sagoma del Castello Maniace, costruito nel XIII secolo da Federico II come parte di un ambizioso progetto che mirava a fare di Ortigia in un’isola interamente fortificata.

Cosa vedere a Siracusa, la terra ferma

Acradina

Bombardato due volte durante la seconda guerra mondiale, il quartiere di Acradina mostra per la maggior parte l’inconfondibile impronta della ricostruzione postbellica. Vicino a Piazzale Marconi si vede l’antico Foro siracusano, un tempo sede dell’agorà e oggi attraversato da una serie di vie molto trafficate.

Qualche centinaio di metri a ovest del foro, in via Eloria, si trovano le suggestive rovine del Ginnasio Romano, risalenti al I secolo d.C. Nonostante il nome, si tratta in effetti di un piccolo teatro al centro di una struttura di cui fanno parte anche un grande atrio e un altro teatro che si apre direttamente dietro il palcoscenico.

Sul lungomare, a est del foro ci sono le rovine completamente recintate dell’antico arsenale, accanto si vedono i resti dell’edificio termale di epoca bizantina dove, si dice, l’imperatore Costante II nel 668 fu assassinato con un portasapone. A nord dell’arsenale si apre Piazza Santa Lucia, una delle più grandi della città, il cui lato settentrionale è dominato dalla Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro.

Catacombe di Tyche

Secondo la legge romana ai cristiani era proibito seppellire i loro morti entro i confini della città. Costretti a uscire dal territorio urbano, i cristiani scelsero come luogo di sepoltura l’odierno quartiere di Tyche, e più precisamente un acquedotto sotterraneo rimasto inutilizzato dai tempi dei greci.

Vennero realizzate nuove gallerie in modo da creare un labirinto di passaggi e di camere sepolcrali, oggi per lo più non accessibili al pubblico, ad eccezione di quelli sottostanti la Basilica di San Giovanni.

Le catacombe sono in gran parte buie umide e un po’ spettrali. Migliaia di piccole nicchie sono scavate lungo le pareti delle gallerie che dalla camera principale portano alle rotonde, spazi di forma circolare in cui i fedeli sostavano a pregare.

Nel corso dei secoli i tombaroli hanno portato via tutti gli oggetti preziosi sepolti insieme ai defunti, con la sola eccezione di un sarcofago rinvenuto nel 1872 e oggi esposto nel Museo Archeologico Paolo Orsi.

Museo Archeologico Paoli Orsi

In fondo a Viale Cadorna si trova il più grande museo archeologico siciliano, Il Museo Archeologico Paolo Orsi,. Il museo ha sede nella proprietà di Villa Landonia, è intitolato all’archeologo Paolo Orsi che, giunto in Sicilia nel 1886, dedicò il resti della sua vita al ritrovamento degli antichi tesori dell’isola.

La collezione è molto consistente e ben organizzata ed è accessibile ai disabili in carrozzella. Il grande atrio al centro dell’edificio funge da punto di riferimento ed è attrezzato per offrire tutte le informazioni necessarie alla visita dei tre settori in cui è suddiviso il museo. La collezione copre un periodo che va dalla preistoria ai primi insediamenti greci.

Notevole la collezione di sculture: si va dai reperti arcaici di Magara Hyblaea tra cui si segnala la statua di una madre che allatta i due gemelli, al periodo romano, con la raffigurazione di Venere Anadiomede conosciuta anche come Venere Landolina.

Tra gli altri capolavori si notano le delicate terrecotte votive offerte a Demetra e rinvenute nel corso dei lavori per la costruzione del Santuario della Madonnina delle Lacrime, oltre alla celebre terracotta raffigurante il volto grottesco della Gorgone con Pegaso.

Museo del Papiro: espone una raccolta di documenti e oggetti realizzati conil papiro, questa pianta fu utilizzata fino al XVIII secolo per pordurre la carta, cresce tuttora rigogliosa nei pressi di Siracusa sulle sponde del fiume Ciane.

Parco archeologico della Neapolis: dal museo del papiro proseguendo circa 500 m verso ovest si trova l’ingresso al grande Parco archeologico della Neapolis la meta di maggior richiamo turistico di Siracusa. La fama di questo sito è sicuramente all’altezza delle aspettative data la spettacolarità delle imponenti cave a cielo aperti, del grandioso teatro e dell’affascinante e romantica decadenza delle sue rovine.

Latomia del Paradiso

Dalla zona nord si entra a Latomia del Paradiso, un’antica e immensa cava di calcare piena di antri e grotte e punteggiata d'ulivi ed aranci. In epoca greca le cave erano coperte da una volta in terra battuta crollata durante il terremoto dle 1693.

Fu allora che nelle grotte rimaste scoperte alla luce del sole, vennero piantati aranceti ed uliveti. I greci gestivano le cave un po’ come campo di concentramento, servendosi soprattutto di prigionieri di guerra per tagliare ed estrarre i blocchi di calcare dalle gallerie sotterranee.

All’interno di quest’area si trova l’Orecchio di Dionisio, grotta artificiale a forma di orecchio dalle straordinarie proprietà acustiche. Accanto c’è la grotta dei Cordari sostenuta da colonne un tempo adibita a laboratorio per la fabbricazione delle corde.

Una galleria collega la Latomia del Paradiso alla Latomia Intagliatella mentre un sentiero roccioso prosegue verso la Latomia di Santa Venera. Raggiungendo il punto più elevato del sito si può visitare la Necropoli di Grotticelli, tombe di epoca ellenistica e bizantina.

Teatro greco

la principale attrattiva del parco di Neapolis è il bianco e lucente Teatro Greco, interamente scavato nella roccia. Furono rappresentate le opere di Sofocle e di Euripide, oltre alle ultime tragedie di Eschilo.

Quando nel III secolo i romani occuparono Siracusa la struttura del teatro venne modificata in modo da poter ospitare i combattimenti dei gladiatori e le naumachiae (finte battaglie navali). Oggi l’antico palcoscenico ritorna a vivere con la rappresentazione di opere del teatro classico.

Anfiteatro romano

Nella zona sud della Neapolis si trova l’anfiteatro romano del II secolo d.C., il terzo in ordine di grandezza dopo il Colosseo e l’Arena di Verona, in cui venivano organizzati combattimenti di gladiatori e corse equestri.

Gli scommettitori romani parcheggiavano i loro carri nella zona compresa tra l’anfiteatro e Viale Paolo Orsi. Gli spagnoli, poco inclini all’archeologia, nel XVI secolo distrussero buona parte del sito servendosi delle pietre per costruire la cinta muraria di Ortigia.

Feste e manifestazioni

Festival del teatro greco

Oggi Siracusa è l’unica città, oltre ad Atene, a vantare una scuola di teatro classico e i suoi spettacoli hanno come protagonisti i più grandi attori italiani. Le rappresentazioni si svolgono tra maggio e giugno.

Festival di Ortigia

Festival dedicato al teatro d’avanguardia e sperimentale, accompagnato da eventi musicali e mostre d’arte, ambientato nella scenografia di Castello Maniace. Si tiene nel mese di settembre.

Festa di Santa Lucia

Tutti gli anni in occasione di questa ricorrenza si svolge una processione in commemorazione della santa patrona della città. La monumentale statua d’argento della santa viene trasportata con gran seguito lungo le strade di Siracusa, la processione è accompagnata da fuochi d’artificio.

Area marina protetta del Plemmirio

L'area marina protetta del Plemmirio è poco distante da Siracusa ed è stata istituita a tutela della biodiversità dello specchio di mare antistante la Penisola Maddalena e Capo Murro di Porco, geologicamente lungo l'asse della scarpata ibleo-maltese: una considerazione utile a comprendere perché quest'area offre all’appassionato e allo studioso numerose sorprese biologiche e fondali stupendi.

Da Capo Castelluccio a Punta Tavernara, il fondale si mantiene basso ed uniforme per diverse centinaia di metri, poi scende improvvisamente a quote più elevate.
Da Punta Tavernara a Capo Murro di Porco, invece, già sottocosta si incontrano fondali di oltre 30-40 metri. Una serie di grotte sommerse ospitano coralli solitari, spugne, cicale di mare, nudibranchi e moltissime specie di pesci.

È nel Plemmirio che vivono, in profondità, le conchiglie più grandi del Mediterraneo, ma anche i coralli coloniali e alcune grosse cernie.

Da Capo Murro di Porco annualmente si tengono le osservazioni di grandi pesci pelagici come tonni, ricciole, squali e dei mammiferi marini come delfini, balene e capodogli.

Fra le altre specie di fauna mediterranea presenti citiamo gli sparidi, i grandi labridi, i serranidi. I fondali dell’area marina protetta del Plemmirio sono ricchissimi di importanti reperti archeologici riconducibili alla storia di Siracusa, mèta importante di scambi commerciali del Mediterraneo.

Da notare infine che la Riserva del Plemmirio è attualmente una delle poche pienamente accessibile dai diversamente abili.